#formia / “Lasciati soli”, sul sagrato di Sant’Erasmo il teatro dedicato ad Impastato e Moro

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Torna in scena, il prossimo 26 maggio, presso la chiesa di Sant’Erasmo a Castellone di Formia,  lo spettacolo teatrale “Lasciati soli: la solitudine di Peppino Impastato e Aldo Moro” scritto, diretto e interpretato dal regista Enzo Scipione. Realizzato dall’associazione “TeatrArte” con la sonorizzazione percussiva dal vivo del maestro Vito Cardellicchio, l’appuntamento è sul sagrato della Chiesa Parrocchiale alle 20.30 con l’inizio dello spettacolo, ma già alle 20 la serata avrà il via con l’introduzione a cura del presidio dell’associazione “Libera- Presidio Sud Pontino” con un intervento dal titolo “Italia non dimenticare”; sempre “Libera – Presidio Sud Pontino”, inoltre, proporrà anche la degustazione dei prodotti di “Libera Terra” e offrirà la possibilità di aderire alla propria realtà associativa. 

È una ricerca storica, quella che il regista/attore Enzo Scipione – come egli stesso spiegava in una nota che anticipava il debutto dello spettacolo nel  -  evidenzia nella stesura dello spettacolo teatrale Lasciati soli accostando, con coraggio, due personaggi distanti tra loro, mai incontrati durante la loro vita terrena, con una data che gli accomuna, quella della loro morte. Peppino Impastato ed Aldo Moro, comunista uno, democristiano l’altro, personaggi politici amati e odiati nello stesso tempo, convinti delle loro idee fino al tragico epilogo”.

“Ho cercato in questo viaggio una chiave di lettura inusuale – spiegava ancora Scipione – la solitudine di questi due grandi politici di cui si è tanto parlato nel secolo scorso. Tre anni di lavoro che mi hanno portato fino a Cinisi paese natio di Peppino Impastato ad incontrare Giovanni Impastato per poi far visita alla Casa memoria Felicia e Peppino Impastato per reperire documenti necessari per la stesura del testo ed in ultimo a Roma ad incontrare Salvo Vitale amico d’infanzia di Peppino. Lo spettacolo è accompagnato da un sonorizzazione percussiva dal vivo eseguita del maestro Vito Cardellicchio che è riuscito a tramutare in suono il sentimento dei due personaggi. è un monologo duro coinvolgente ricco di spunti della durata di cinquanta minuti”.