#formia / “Sguardi dal vero”,sabato al salotto culturale Koinè la personale di Fernando Longo

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“Sguardi dal vero” è il titolo scelto per la personale di pittura di Fernando Longo che sarà allestita presso il salotto culturale “Koinè” di Formia, sabato 12 gennaio, a partire dalle 18. La mostra rimarrà aperta fino al 14 gennaio e sarà visitabile ogni giorno a partire dalle 18.00 fino alle 20.30. Di seguito, il commento critico all’artista della Professoressa Palma Aceto:

“La pittura di Longo si esprime per campiture larghe e luminose nei ritagli del paesaggio ,mentre appare esclusiva e severa nei dettagli delle figure dove il segno diviene preminente e immediato nella definizione di un volto o nella rappresentazione di un dettaglio anatomico. Padronanza espressiva e sicura conoscenza del chiaroscuro. Appaiono elementi costitutivi del paesaggio del nostro territorio: Il mare, la storia nei monumenti, il cielo, i Gabbiani e le architetture, non trascura la visione dell’uomo, giovane , vecchio o bambino. Sempre attento alla sintesi espressiva ed emozionale trasmesse con prestigio nei solchi delle rughe o nello sguardo di una donna. Le sue non sono visioni oggettive ma soggettive, ciò che trasmette non è la realtà ma l’emozione della realtà, che viene impressa sulla tela o sul foglio che diventano parti narranti della visione rappresentata come Sguardi dal Vero.

Dipingere l’acqua e la terra del suo territorio, questo sembra essere il compito che Longo ha scelto di darsi, bilanciando la sua capacità di osservare e di rendere in pittura ciò che è contenuto entro i due poli, apparentemente contrapposti, costituiti da due degli elementi primordiali. E’ anche un dipingere con l’anima prima ancora che con gli occhi e le mani, con il cuore profondo prima che con il cervello, un dipingere delicatamente ma con una robustezza maschile, la morbidezza apparente dell’acqua e la compattezza soda della terra e della storia che l’uomo ha tracciato con le testimonianze artistiche. Il mare, la distesa mobile del Mediterraneo, è tutta un frangersi in rivoli susseguenti , o un irrompere di flutti irruenti e l’occhio la coglie quasi a sprazzi, d’impulso e di passione lasciandosene attrarre, per depositarne in seguito l’energia vitale e la fascinazione sulla tela.

Longo, dunque, riconquista alla pittura due dei soggetti fondamentali dell’immaginario, poetico ed artistico, il paesaggio e le testimonianze dell’umanità, il cui valore simbolico trascende la descrittività, a favore di una pudica scrittura per sintesi. Attraverso il segno ed il colore, riesce a trasferire sul supporto di base i caratteri di entrambi, talvolta abbandonandosi a qualche suggestione ora derivata dalla pittura realista di Courbet sino a giungere forse alla sintesi geometrizzante di Cezanne La scelta di una espressività forte, incisiva, appare conseguente quando si dedica alla scrittura del mare, così come una attitudine più meditata pare elegantemente serenatrice nei soggetti di terra. In ambedue i casi, tuttavia, appare evidente la capacità dell’autore di porsi all’esterno, non presente visibilmente, ma intuibile e riscontrabile nella dimensione di una libertà espressiva che prescinde, senza negarla né esaurirla, dalla lezione sia del dell’Impressionismo che da quella dell’Espressionismo, che pur rimangono patrimonio culturale ed estetico acquisito, per lasciare spazio ad una scrittura dinamica che interagisce col soggetto.

La tavolozza, che condensa gli elementi esterni e le connotazioni spazio-temporali, per farne segni distintivi, peculiarità emotive e sottolineature interiori, severe e critiche come cicatrici di un vissuto non eliminabile che ha arricchito l’autore, corposamente concorre a concepire una strutturazione salda e compatta dell’immagine. La condizione di originalità, di assolutezza e di dominio, libero e selvaggio là dove i flutti schiumanti si infrangono sugli scogli, asservito e domato là dove la mano dell’uomo resta visibile nel mutare del volto spontaneo dei luoghi e delle genti”.