#musica / “Fratelli Unici” che toccano piano la vita… in “Una sfida in più”

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“Diversamente normali, abilmente diversi” sono semplicemente le parole di uno dei dieci testi del cd “Una sfida in più”, sufficienti a chiarie l’anima dell’esordio artistico del gruppo “Fratelli Unici”: la musica. Lo spartito è stato, senza dubbio, il luogo d’incontro di esperienze di vita vissuta da quattro amici “artisticamente validi”, che hanno buttato su carta passione, sentimenti, rabbia, misti a sogni e speranze, e che coordinati da una esperta cassa di risonanza, il musicista Daniel Marciano, hanno visto nascere il racconto di grandi storie nella semplicità del linguaggio delle emozioni.

Così sono venute alla luce le canzoni d’amore di Vincenzo D’Annibale, l’acutissima canzone di passione , “Maialino sì, maialino no” ( che canticchi immediatamente dopo averla ascoltata!) di Roberto Castracane, la caparbietà di Domenico Grasso che ha spinto fino alla parola “fine” il progetto del cd e i delicatissimi disegni colorati di Fiorella Sapio, che hanno custodito, nel grembo del suo sorriso e dei suoi silenzi, la magia del CD che pian piano prendeva forma, anzi prendeva vita, la loro! Compresa quella di Daniel Marciano, chitarrista e compositore d’esperienza, che ha avuto il delicato compito di disporre l’ “armonia segreta” che quest’insolito gruppo ha cominciato a produrre viaggiando verso una melodia sempre più completa e complessa in cui emergevano sempre più “nudi”. Tutti, anche lui.

Nei percorsi di bellezza, come quelli che avvengono nelle vite altrui che si intrecciano, non c’è qualcuno che porta per mano qualcun’altro, ma tutti si spingono verso l’ignoto, verso una presa di coscienza dietro l’angolo dimenticata, verso cui la spinta di un “compagno” riesce a farci cadere in braccio. “Fratelli unici” la dice lunga su questo aspetto, sulla necessità di trovare sempre un linguaggio comune e, ancor di più, condivisibile, rimanendo riconoscibili (unici), ma pur sempre uniti (fratelli), o amici, perchè “essere amici è una sfida in più”.

Quindi, ricominciamo. Erano cinque amici, forse ad un bar, che volevano cambiare il “loro mondo” e, forse, ci sono riusciti con questa esperienza che ha messo da parte le invalidità fisiche, ma prima ancora quelle emotive, che sono invece diventate ispirazione e liberazione nelle note arrampicate sul pentagramma.

Prodotto dall’Associazione “Voice – Innovazione sociale e sviluppo di comunità”, con il supporto grafico di Palma Aceto e quello ai testi e al managment di Antonella Sapio, “Una sfida in più” mi è sinceramente sembrato il “barcone scasciato” del testo di “Adda passà a nuttata”: tutti abbiamo bisogno del “barcone” per attraversare il mare, per raggiungere una nuova riva, per attraversare il buio di una nottata, in cui un amico, un progetto, una buona canzone, remano fino all’altro capo della vita.

“Un’alba nuova ci abbraccerà e c’a speranza ci vestirà!” e, probabilmente, questo è il crepuscolo di questi cinque sensibili artisti che toccano piano l’esistenza, pur lasciando solchi profondissimi!