#formia / Elezioni18, Conte si presenta tra l’acclamazione dei sostenitori e il “debito morale con la città”

da

Come si addice ad un teatro, in questo caso il “Remigio Paone” di Formia, quella sul suo palcoscenico della lista “Formia ConTe” con il candidato sindaco Gianfranco Conte è stata una coreografia perfetta: un presentatore impeccabile e carismatico (Marco Sasso), delle passionali rose rosse ad ogni candidato consigliere che ha scelto di presentarsi con un breve intervento sul palcoscenico, ma solo dopo essere stati chiamati tutti ad alzarsi uno alla volta in platea, gli assoli accesi, in apertura, di Amato La Mura e Luigi Scipione, ed il gran finale affidato all’anfitrione Conte.

L’apertura affidata agli interventi di La Mura e Scipione, rimasti fuori dalla competizione elettorale canonica, ma comunque impegnati attivamente per la campagna elettorale in favore di Conte, hanno, rispettivamente, disegnato gli orizzonti politici della loro posizione. La Mura ha affermato, senza molti giri di parole, ovviamente anche alla luce della sua candidatura a Sindaco ritirata dall’attuale coalizione di centro-destra, che proprio in quel gruppo di avversari “non c’è nulla di quello che vanno raccontando” e che, fondamentalmente, non meritino fiducia, diversamente dal progetto di “Formia ConTe”; Luigi Scipione, invece, politicamente legato ad Eleonora Zangrillo, passata in seconda battuta al sostengo del candidato Cupo, è salito su quel palco a raccontare come, in origine, quella “non sia la sua parte politica”, ma di come abbia avuto bisogno di scegliere “un candidato che fosse in grado di dare quel qualcosa in più”, un candidato che non parlasse come tutti dei problemi, ma che fosse in grado di parlare di soluzioni. Una premessa questa che l’ha convintamente lasciato tra le fila di Conte.

Una candidatura, quella di Gianfranco Conte, tanto attesa e tanto voluta dai suoi sostenitori, come quasi tutti hanno sottolineato nei loro1 interventi. Lo ha fatto Gino Scafetta, l’ha fatto Maurizio Tallerini, ed ancora Salvatore Orsini, ed i giovanissimi Gianmaria Saponaro e Pompea Delle Donne.A quest’ultima l’onere di un altro annuncio politico rilevante: venticinquenne, laureata in economia e marketing, senza alcuna esperienza politica, ma dicendosi forte di due punti di partenza come “la coerenza e la lealtà”, è la figlia di Mauro Delle Donne, a cui ha rivolto un saluto ed un ringraziamento “per la sua scelta di lasciare la politica per dare spazio ai giovani”.

Tutto questo ha anticipato l’ingresso del candidato Sindaco, Gianfranco Conte, che ha salutato con voce strozzata dal pianto il suo pubblico, costretto a ripartire con il suo intervento un paio di volte per la commozione di chi, fino ad un attimo prima, è stato avvolto in un intessere di lodi, in un crescendo di entusiasmo di quanti in piedi ne applaudivano la discesa in campo.

“Non parlerò degli altri, non ne ho bisogno, con tutto quello che ho da raccontarvi. Basti dire che esistono strategie in politica, ma c’è un limite etico e morale” – ha esordito Conte con chiaro riferimento ai “giochi” di alleanze che hanno caratterizzato gli ultimi concitati momenti prima della consegna delle candidature.

Qualche anno fa aveva deciso di lasciare il Parlamento, convito di dedicarsi maggiormente alla sua vita privata, ma quando poi si è sentito, ancora una volta, chiedere di scendere in campo per la sua città, “il debito morale nei confronti di una città che lo ha votato per vent’anni” era talmente alto da non potersi tirare indietro. D’altro canto “fare il Sindaco è cosa difficile – ha aggiunto – ed io mi sono messo a studiare, come mia abitudine, pianta organica e bilancio: c’è veramente tanto da fare!”

Non si può, certamente dire, che Conte non abbia le idee chiare: la prima cosa da fare, a suo avviso, è una revisione completa della struttura amministrativa (“punendo e allettando con premi di produzione”); vuol ripartire dal commercio, prima ancora che dal turismo, investendo sul mercato crocieristico; vuol rivedere il sistema di conferimento dei rifiuti, garantire l’acqua come bene essenziale lavorando sulla “prevenzione” e facendo i conti con “Acqualatina” perchè “o le cose si fanno o le società si chiudono”. E poi ancora la valorizzazione dei beni archeologici, il rilancio dello sport ai grandi livelli che la presenza del CONI consente di immaginare.

Conte ha chiarito a tutti che le idee, le soluzioni, i contatti ( rimando a quella “filiera politica” di cui in molti continuano a parlare), non gli mancano, né la lungimiranza di ponderare, oltre a questi argomenti su cui lavorare nell’immediato, obiettivi sul lungo termine legati, ad esempio, alla viabilità, come la fattibilità di realizzare un tunnel sottomarino che sostituisca, in parte, via Unità d’Italia, riallacciando la città al mare, e che spazzi via l’idea della Pedemontana. O ancora, la realizzazione di un “parcheggio multipiano” sulla sede ferroviaria per risolvere l’emergenza nel quartiere di Castellone.