#gaeta / Elezioni17, Crocco (Prc): “priorità: comitati popolari di quartiere e bilancio partecipato”

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“A circa tre mesi dalle elezioni amministrative si respira a Gaeta un fermento mai visto. Peccato solo che terminerà dopo il voto. Chi ha un minimo di memoria dovrebbe ricordarsi di come sia stato statico e piatto il mondo politico locale anche di fronte a tematiche fondamentali quali il diritto alla salute, il diritto abitativo, l’acqua pubblica, il lavoro, i servizi più essenziali e le grandi opere. Non li smuovevano nemmeno le cannonate! Chi ha un minimo di memoria dovrebbe ricordarsi di come siano state assolutamente impermeabili alle istanze civiche il Consiglio comunale cittadino e l’Amministrazione Mitrano, non meno di quanto lo fossero gran parte delle Giunte che l’hanno preceduta”. Sono le parole contenute nella nota di Benedetto Crocco, candidato sindaco a Gaeta per la Rifondazione Comunista.
“I Comitati di Lotta nati in questi anni – si legge ancora – hanno dovuto dedicarsi ad un’attività spesso faticosa e martellante nel tentativo disperato di abbattere questo muro per dar voce alle istanze dei cittadini anche attraverso manifestazioni, raccolte di migliaia di firme, assemblee e lavoro informativo costante. Persino su temi così importanti quali l’accesso ad un bene primario come l’acqua ed il divieto di distacco dei contatori ai cittadini indigenti, siamo stati costretti a ricorrere allo strumento della proposta di delibera popolare, raccogliendo da soli centinaia di firme autenticate, al fine di costringere i Consiglieri a votare un provvedimento che sarebbe stato frutto di semplice buon senso.
Nessun tentativo di mediazione, di incontri istituzionali o tavoli di confronto è mai stato offerto ai cittadini che si sono battuti per la salvaguardia ed il rilancio del Presidio ospedaliero, per fermare grandi ed inutili opere come il parcheggio multipiano di Villa delle Sirene, a coloro che hanno proposto un dettagliato Piano parcheggi e viabilità alternativo ed economico, a coloro che hanno chiesto una rimodulazione dei prezzi per i servizi cimiteriali in favore delle classi più deboli e l’elenco potrebbe continuare a lungo. L’Amministrazione non si è degnata neanche di rispondere pubblicamente a semplici domande su temi quali la sicurezza in occasione delle grandi esercitazioni militari straniere avvenute recentemente in pieno centro abitato. Tantomeno si degnò già un anno fa di rispondere all’appello del “Comitato Popolare di Controllo sui lavori Pubblici”, confrontandosi con i residenti riguardo ai lavori di Restyling di Villa delle Sirene, che hanno infatti avuto inizio da qualche giorno senza nessuna forma di condivisione.
Capita invece ora che ci si mobiliti in poco tempo contro i lavori previsti nel tratto di lungomare di fronte all’Annunziata, che un politico navigato come Raimondi tenti subito di strumentalizzare le giuste rimostranze  dei residenti per la sua campagna e che il Sindaco, certo non meno scaltro, organizzi tempestivamente un incontro con il Comitato appena costituito annunciando di voler rivedere il progetto per negare argomenti al suo avversario. Non ricordiamo peraltro di quest’ultimo (Raimondi), come del suo predecessore Magliozzi, quando e come  abbiano coinvolto la cittadinanza in merito ai pochi e spesso discutibili interventi della proprie Amministrazioni. Un teatrino veramente imbarazzante e ridicolo”.
E conclude: “Noi riteniamo che la partecipazione dei cittadini non possa essere un tema cui mostrare attenzione solo in campagna elettorale o da demandare al buon animo e alle promesse del Sindaco di turno. Per questo motivo, di comune accordo con i Comitati di lotta che da soli hanno stimolato la partecipazione collettiva in tutti questi anni, ho inserito nel mio programma l’istituzione dei “Comitati Popolari di Quartiere” come strumento di elaborazione e confronto costanti dei quartieri e delle proprie specificità con l’Amministrazione Comunale anche e soprattutto riguardo all’utilità ed alle modalità di realizzazione delle opere. Inoltre proponiamo l’istituzione del “Bilancio Partecipativo”. Tale strumento, che Rifondazione Comunista è stata la prima e a lungo l’unica forza politica a proporre in città, si è diffuso fin dagli anni ’90 in numerose amministrazioni italiane. Esso prevede che parte del bilancio comunale e della sua destinazione vengano decisi dai cittadini attraverso appositi meccanismi di democrazia diretta. Solo fornendo precise regole ed impegnandosi a consultare costantemente organi popolari di democrazia sarà possibile rompere la gabbia secolare delle parentele, del clientelismo, dei favori e della tutela esclusiva di interessi ristretti”.